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    Storia

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    Bolognola

    Le origini di Bolognola pongono immediatamente una serie di problemi, smentite e rettifiche che, sebbene già affrontate egregiamente da Domenico Francesconi nel suo libro del 1982, sono ancora talmente radicate nell’immaginario collettivo da necessitare ulteriori indagini e prove. Una leggenda popolare di tradizione orale, tuttora molto diffusa e citata nella zona,  attribuisce la fondazione delle tre “ville”   (frazioni) che compongono l’abitato del paese a tre esponenti dell’aristocrazia    bolognese del tardo Medioevo: un Pepoli, un Bentivoglio ed un Malvezzi; costoro, cacciati dal capoluogo emiliano a causa delle loro simpatie ghibelline insieme ad altri 15.000 fuorusciti, dopo lungo peregrinare sarebbero giunti nel Camerte ed avrebbero ottenuto, oltre alla protezione dei Da Varano, anche la concessione di questo lembo della vallata. Qui avrebbero fondato, uno per ciascuno, i primi tre nuclei abitativi da cui avrebbe poi avuto origine il paese di Bolognola, così  chiamato per omaggiare la loro patria. “Bolognola” infatti, sulle prime, potrebbe essere inteso come diminutivo di “Bologna”.
    Lo stesso storico camerinese Camillo Lilii accenna a questa leggenda nella sua Istoria.
    La realtà storica è invero ben diversa.
    È ormai assodato che un originario nucleo abitato esistesse nell'area dove attualmente sorge Bolognola già abbondantemente prima del 1200.Il toponimo non avrebbe nulla a che fare con il capoluogo emiliano, bensì potrebbe derivare da "Bononia" (terra di cose buone), poi trasformatosi con il tempo in "Bononiola". Altra possibile e più suggestiva interpretazione, è quella secondo la quale all'origine del toponimo ci sarebbe il culto della dea Bona, anticamente diffuso nei monti Sibillini. Il borgo divenne in seguito libero comune, subendo sempre molto l'influenza dei Da Varano, signori di Camerino, che eressero anche un castello - di cui oggi restano solo poche rovine - nella Villa di mezzo (conosciuto, sulla scorta della leggenda, come Castello Pepoli). La popolazione cominciò drasticamente a diminuire nella prima metà del XX secolo, a causa soprattutto delle due grandi valanghe staccatesi dal sovrastante Monte Sassotetto, che, negli inverni del 1930 e del 1934, fecero 19 vittime ciascuna, radendo al suolo buona parte degli edifici più antichi. Bolognola sorge nei pressi del letto del fiume Fiastrone, del quale ospita le sorgenti. La cima più alta nel suo territorio è il Monte Rotondo, sotto la vetta del quale si apre l'inaccessibile forra dell'Acquasanta, con l'omonima e splendida cascata naturale. L’attuale centro abitato è ancora costituito nei tre nuclei nomitati dalla leggenda: Villa da Capo (Villa Malvezzi) a sud, Villa di Mezzo (Villa Pepoli) e Villa da Piedi (Villa Bentivoglio) a nord.
     

    Fiastra

    Fiastra, splendido comune dell’alto maceratese (732 m s.l.m.), è un centro montano di piccole dimensioni (613 abitanti), il cui territorio, quasi interamente compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è ricco di elementi storici, artistici e naturalistici. E’ un comune di frazioni, disperse tra le colline che seprano la Valle del Fiastrone da quella del Chienti, ognuna con il ricordo di un castello, con una chiesa e case antiche.
    Il lago di Fiastra, di origine artificiale, realizzato negli anni ‘50 per la produzione di energia idroelettrica, ha aggiunto ad una zona già ricca di bellezze naturali ed artistiche un notevole interesse turistico; grazie alla sua meravigliosa posizione, tra monti e boschi, attira ogni anno molti turisti che affollano nei mesi estivi le sue sponde. L’occhio del visitatore si appaga così di un paesaggio multiforme che, dalle spoglie vette, conduce lungo i pendii boscosi, nelle strette e selvagge valli, fino alle colline, coltivate e cosparse di piccoli villaggi, che circondano lo specchio d’acqua del lago.
    La storia di questi luoghi, ha origini molto lontane.
    Il nome Fiastra, secondo alcuni studiosi, deriva dal altino vallis (mediato dal tedesco flasch) mentre altri sostengono che derivi da un termine piceno usato per fiume. I primi insediamenti, testimoniati da ritrovamenti di anfore fittili e di manufatti in bronzo, risalgono al periodo neolitico (2000 a. C.). Altri ritrovamenti confermano che, oltre ad essere un punto di passaggio lungo la via che unisce la capitale alla colonia romana di Urbis Salvia, la zona fu popolata anche nel periodo ellenistico e in quello romano. Nell’alto medioevo la zona è dominata dai feudi della nobile famiglia dei Magalotti, signori di Fiastra, Poggio, Macereto e Appennino, che risiedeva nell’antico Castrum di Fiastra (XI secolo). Il castello si estendeva per 21.000 metri quadri e comprendeva oltre alla chiesa di San Paolo e il centro amministrativo, anche molte abitazioni private. Ai Magalotti succedettero, nel 1259, i da Varano, Signori di Camerino, la cui dominazione, che diede vita ad uno dei momenti pià alti del Rinascimento marchigiano, resta testimoniata in uno stemma di Giulio Cesare da Varano, nell’acquasantiera dell’antica chiesa di San Lorenzo.
    Nel 1545 l’intero territorio entra a far parte dello Stato Pontificio e la vita del comune continua senza molti cambiamenti nei secoli successivi. La più fiorente attività della vallata del Fiastrone, praticata dal medioevo fino agli inizi del novecento, era quella della lavorazione della lana, canapa e lino, con cui si realizzavano manifatture che hanno ricevuto onorificenze nazionali ed estere. La seconda metà del XX secolo fu tempo di grandi mutamenti: la costruzione della diga, la scomparsa degli antichi paesi di Fiume e Borgo, sommersi dalle acque e la costruzione del nuovo centro abitato di San Lorenzo al Lago. La realizzazione del lago ha dato un nuovo volto alla vallata aprendo l’orizzonte su nuove prospettive di vita.